Torrino ha scritto:
E se penso a quelli che mi dicono che io sono matto.......
Fabrizio.
Ehmm, fra MATTI ci si intende!!!!
snajper ha scritto:
Come hai ottenuto l'alzo degli archetti? E come viene comandata? Alimentazione diretta, digitale o altro?
Non è un treno ma sempre è parente!
Il funzionamento degli archetti è comandato da un motore sottocassa che aziona lentamente una robusta cremagliera che richiama, attraverso filo in kevlar e carrucole sottostanti, l'archetto da ritrarre, rilasciando contestualmente, per effetto delle proprie molle, l'altro. Ovviamente inversione di polarità automatica ai capolinea e movimento contrario attraverso due pattini posizionati sul binario ai capolinea su cui strisciano obbligatoriamente due pulsanti per captare corrente. L'alimentazione dei motori è in cc 12v, tramite una rotaia e la linea aerea. L'altra rotaia, e ugualmente la linea aerea, alimentano in ca l'illuminazione interna attraverso un trasformatore toroidale autonomo in ca 15v. Ovviamente le due rotaie sono isolate cosi come le ruote dei carrelli da un lato con robuste boccole in nylon. Un pedale di contatto per capolinea, un robusto relais inversione di fase (ex flipper), due relais termici (per ritardare l'innesco del relais inversore di fase) ed alimentatore (anch'esso ex flipper) da 250 watt in cc ( i motori d'alzavetro x auto assorbono tantissimo!) fanno il resto, unitamente alla rotaia sezionata da un lato ai capolinea, ed ai soliti -robusti- diodi. Aggiungi cinque kg di colla vinilica ( più l'acqua ed il sapone!) per fissare la massiciata, 50 kg di pietrisco, 280 traversine, un po di tubi di rame diam. 14,12,10, 6 per costruire la palificazione e, cosa un po difficile da reperire ai giorni nostri, filo di rame rigido da 2 mm di diam.per la linea di contatto.
ovviamente, tutto in analogico!!!
That's all, folks!!
